Una domenica mattina
- verdeacquaabbiglia
- 30 giu 2018
- Tempo di lettura: 1 min
E' domenica mattina ed ho appena terminato la lettura del secondo libro di Lorenzo Marone "La tristezza ha il sonno leggero", prima mi ero dedicata a "La tentazione di essere felici". Belli. Mi sono molto piaciuti, mi piace molto il suo modo "nomale" di scrivere e poi li ho letti con occhi diversi perché mi sono stati "girati" da mia madre dicendomi "scrive davvero bene, riesce a mettere in fila pensieri ed emozioni che ci passano dentro". E più leggevo le pagine e più immaginavo lei soffermarsi a riflettere su quelle pagine piene di vita quotidiana . E immaginavo la storia narrata ma inevitabilmente la plasmavo nella mia vita....come diventava corposa quella lettura....perché è come se mia madre avesse voluto comunicarmi qualcosa attraverso le parole dell'autore...curioso che dobbiamo affidarci ad uno sconosciuto per parlarci di vita...ma forse neanche tanto, infondo parliamo attraverso una poesia, una canzone, un'immagine perché non con un libro!
E a pensarci bene è stato un modo diverso per "parlare" con lei e che comunque mi piace.
Certo ieri sera quando ho deciso che mi sarei voluta godere l

e ultime pagine del libro e quindi piuttosto che leggerle con il sonno che già si era aggrappato alle mie palpebre, che poca resistenza opponevano, lo avrei finito oggi al negozio non avevo riflettuto che attorno a me avrei avuto....il continuo bip bip delle casse Superconti, Malgioglio che ogni poco mi cantava "danzando, danzando..." e peggio di tutti l'Ing. Crocione che con il suo inconfondibile accento calabro tentava di illustrarmi la bellezza e la magia che si cela dietro alla Legge di Fourier zeppa di consonanti e simboli rubati all'alfabeto greco (maledetta formazione on-line!!!).



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