Ricordi al profumo di mortadella
- verdeacquaabbiglia
- 7 lug 2018
- Tempo di lettura: 4 min
Giornata a mille….Andrea alle 5:00 è già fuori casa e non rientrerà prima delle 23:00 (quindi oggi non si cucina a pranzo!)…penso penso…consegno le bimbe all’asilo e non le ritiro prima delle 16:00 quindi la staffetta inizia:
- 8:00 sveglia
- 8:45 bimbe asilo
- 9:00 negozio
- 13:00 casa/riordino casa/panino al volo/metto avanti la cena
- 14:00 partenza per Terni
- 14:30 arrivo a terni/ritiro pacco/ritorno a Massa
- 15:00 Massa/cambio abbigliamento e via in campagna…raccolto zucchine, fragole, cetrioli, pomodori….
- 15:30 casa/cambio/via al ritiro picole
- 16:00 gioco
- 17: 00 gioco
- 18:00 gioco
- 1900: gioco
- 20:00 cena/sonno!
….eppure proprio in una giornata così dove gli impegni sono precise tessere di un puzzle che se ne sbagli una o perdi troppo tempo a cercare quella giusta inceppi immancabilmente l’avanzare della realizzazione del tutto….un profumo fa suonare un campanello nella mia mente che via comincia a rincorrere il gomitoli di pensieri e più tiro il capo del filo e più il gomitolo rilascia lana di pensieri nascondendosi dietro a mobili e stipiti facendomi entrare in stanze lontane di ricordi…
Io immagino che il risveglio di ricordi avvenga un po’ come per Cenerentola…mentre è in cucina che prepara la colazione ad un certo punto si mettono a suonare dei campanelli ; le sorellastre tirando una corda dalle loro camere fanno suonare ognuna il proprio campanello in cucina che mette in allarme Cenerentola
….e cosi quel profumo è come se avesse tirato la corda che ha messo in azione il campanello che ha risvegliato ricordi addormentati ed impolverati.
Rientrata a casa per la pausa pranzo, sistemata casa e mentre aspettavo si cuocesse la cena prima di ripartire per Terni, mi ero preparata un panino con la mortadella e mi ero messa sul dondolo in terrazza….quante volte ho mangiato mortadella eppure chissà perché in quel momento mi ha fatto tornare alla mente i panini che la mamma ci preparava per cena sul ponte della nave ….. in particolare erano i viaggi di ritorno dalla Grecia …quel pane morbido e bianco, quella scatoletta metallica che conteneva questa via di mezzo tra una Simmental ed un prosciutto cotto….neanche saprei bene dire cosa fosse con precisione ma il suo odore lo ricordo bene ed è quello che sento ora….ma ecco sono sul ponte della nave con la mia famiglia…i panini sempre loro, ogni anno, ogni rientro sempre loro, ma tutto il viaggio era un rituale che si ripeteva ogni anno uguale: prima un lungo viaggio per attraversate tutta la Grecia dall’Oriente verso Occidente fino ad arrivare ad Igoumenitsa dove ci aspettavano ore ed ore in attesa dell’imbarco …i nostri genitori un po’ già stanchi del viaggio, un po’ già con la mente verso l’Italia-lavoro-

fine vacanza, un po’ con il pensiero della traversata (non hanno mai mai gradito i viaggi in nave ma non c’erano molte alternative), presi a controllare carte d’imbarco, bagagli da portare in nave….ed invece noi due, Arianna ed io, per cui tutto era gioco era bello era divertimento…erano belli i chilometri percorsi come inebrianti erano le miglia che ci attendevano in mare al pensiero di salire su quell’enorme pesce metallico di Pinocchio che aperta la sua bocca lasciava entrare quei tir enormi e pesanti come fossero pesciolini ….ricordo che per quanto fossi piccola mi affascinava vedere l’abilità dei camionisti nel parcheggiare quegli autoarticolati dai movimenti lenti e sornioni tutti in fila, tutti così vicini…poi una volta dentro quei corridoi tutti uguali, le camere piccole come fossimo su di un’astronave (come di astronave mi sembrava la piccola luce di cortesia che ognuno di noi aveva sulla testa del proprio letto), il bagno con il water che sembrava potesse aspirati via tanto era potente il risucchio (…e immaginavo di ritrovarmi in mare sotto la chiglia della nave, ma poi chissà se gli scarichi vanno in mare o li portano a terra?!?).
La mamma che non si toglieva le lenti per dormire per essere pronta, in caso di necessità, a scappare (tanto serenamente si godeva la traversata!), le federe che portava per tutti noi per farci mettere il viso su “suolo amico”, coloratissime così che fosse più difficile dimenticarle nella cabina al momento di partire.
Papà con i suoi pantaloncini beige e le scarpe di tela blu che per ultimo ci raggiungeva con il borsone rosso con la tasca frigo al lato dopo aver allineato anche lui la nostra audi 80 blu petrolio (che poi negli anni sarebbe diventata una audi station wagon blu Santorini – credo che da buon greco decisivo fosse stato il nome che l’azienda automobilistica aveva dato al colore dell’auto per orientare la scelta di papà al momento dell’acquisto).
E poi i turchi, quanti turchi su quelle navi, tutti simili, uomini con baffi neri, donne con denti d’oro e le bambine con gli orecchini della prima comunione degli anni ’80. Sistemati alla meno peggio sul ponte o a terra nel vano di risulta sotto alla scale di distribuzione interna su coperte lanose a mangiare cetrioli; non ho mai capito come facessero a stare a contatto con quei plaid natalizi in pieno Agosto………..
….ffffrrrfffrffrrrrfff……aiuto…bruciano i peperoni messi su per la cena!!!!



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