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Il souvenir

  • Immagine del redattore: verdeacquaabbiglia
    verdeacquaabbiglia
  • 9 giu 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

Qualche giorno fa siamo stati in gita con i

nostri bambini dell'asilo; e già qui se ne può parlare: in gita all'asilo.....sì nel cambiamento generale dei tempi adesso possiamo metterci anche questa, ai miei tempi al massimo da Cura si andava a Tarquinia a scoprire le tombe degli Etruschi o a Tivoli a vedere ville e fontane, ma parliamo di elementari certo all'asilo al massimo ci portavano a giocare in giardino.

Vero è che per quel poco che ci sono andata io all'asilo manco me lo sarei meritata di andare in gita; in ogni caso non ci si andava.

Alle elementari invece ci andavamo, e come, mia mamma potrebbe testimoniare e ricostruire tutte le mete da mia sorella e me visitate semplicemente facendo un giro su se stessa dal centro della nostra cucina. Sì perché ogni gita che si rispetti vuole il suo souvenir ed io ci tenevo che le mie fossero gite rispettabili!! Così sul camino si fanno compagnia il piatto da Firenze raffigurante Ponte Vecchio, il pesce in vetro da Murano, il pianoforte in plastica con scritta la meta a mano con l'uniposca (!!!) da Caserta, l'immancabile lupa che allatta i gemelli da Roma; a quest'ultima l'avvento della tecnologia ha drammaticamente modificato le sorti e la notorietà; se infatti il tubo catodico le assicurava un posto da re sulla televisione il nuovo ultrapiatto l'ha fatta precipitare nel cassetto dell'oblio insieme al telecomando del registratore VHS, i pacchetti di fazzoletti, la scatola delle puntine e degli elastici, ....

Ma il mio preferito rimane un piatto riportato da Roma con su scritto:

A Roma sono stato,

a te ho pensato

e questo ti ho riportato

Questo è l'uovo di Colombo per il marketing! La città è del tutto ininfluente ai fini della rima quindi replicabile all'infinito....si potrebbe pensare al nuovo Hard Rock, basta maglie con il pallino senape e la città riportiamo un bel piatto con tanto di rima baciata!!!


Ma la gita dell'asilo, di cui all'inizio, era un pretesto per voler condividere con voi ciò che la giornata mi ha lasciato. Della mostra visitata in mattinata non starei molto a parlare, non mi ha particolarmente emozionata, mentre rimango sempre affascinata dalla potenza della natura. Nel pomeriggio infatti bambini, maestre e genitori tutti insieme ci siamo spostati in un parco pubblico attrezzato e ben tenuto.

Complimenti e grazie Gubbio hai regalato ai nostri bambini ciò di cui hanno bisogno: un luogo dove correre, giocare, litigare ed imparare a fare la pace, condividere, imparare a stare con gli altri, sviluppare il senso di comunità, di rispetto per gli altri e per le cose pubbliche.

Abbiamo scattato alcune foto di quei momenti e quello che poi ci è stato restituito è una serie di sorrisi, di sguardi complici in giochi, di guance rosse e mani sporche di terra.


Sono profondamente contraria a tutti quei giochi che ipnotizzano i bambini davanti ad uno schermo coinvolgendo, a mio dire, in modo del tutto sbagliato la loro emotività. Guerre simulate, corse d'auto, mostri da annientare...tutto ciò cattura le loro menti e mette in tensione il loro fisico isolandoli in un mondo irreale che però riesce a sconvolgerli.

No! Rincorrete le lucertole sui muretti, riempitevi le tasche di bruchi, preparate caffè cpn acqua e terra, fate svolazzare le galline in aria sbucando loro alle spalle. Crescete con le unghie sporche di terra e qualche ginocchio sbucciato.


Un'ultima cosa a proposito della mostra "LEGO" visitata, durante la mattina è stato proiettato un breve video tipo cartone attraverso il quale veniva illustrata la storia del fondatore dell'azienda. In sintesi ne esce una fabbrica costruita grazie alla passione di un uomo per le cose belle, per la qualità del prodotto, uomo che è riuscito ad insegnare alle generazioni a lui successive a non arrendersi anche di fronte ad avvenimenti avversi (la guerra, la crisi del settore, lutti in famiglia, incendi alla fabbrica,...)


E' così che dovrebbe essere, dovremmo vivere di emozioni, di sogni , di mete da raggiungere, di traguardi. Imparare a rialzarsi, trovare un insegnamento anche da ciò che ci ostacola.

 
 
 

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